Mi va di scrivere stasera. Sarà l'assunzione indiscriminata di libri "scritti difficile", sarà l'aria, sarà il tempo, la musica che viene da fuori, il fatto che si avvicinano i miei due ultimi esami o le mezze stagioni che non esistono più. Insomma, fate un pò voi. Oggi grande giornata sui quotidiani online:
Berlusconi grida al complotto giudiziario (dico io, un reo che tira fuori un complotto ai suoi danni, proprio una storia mai sentita neh), l'
Anm s'incazza e va da Napolitano, il Pd dilaniato dai soliti
complotti interni (che però, perlomeno, ravvivano una situazione sennò desolante). Tutto molto importante,
nevvero. La gente osserva, si convince che il problema siano gli immigrati e non i delinquenti, tant'è che nel delirio di richiesta della certezza della pena, cosa che non si sa quanti milioni di italiani pretendevano solo due mesi fa, ci si lascia sfuggire beatamente davanti agli occhi che qui, ormai, non è manco più sicura la
condanna (Ma queste, si sa, sono farneticazioni comuniste,
disinformatja. Probabilmente sto ancora rosicando perchè
Prodi, Mortadella etc.
Riempire a piacere)
Tutto questo, vengo al dunque, è importantissimo. Però oggi ho riletto questa notizia
qui e un pò mi sono sentita tremare la terra sotto i piedi. Ma di cosa stiamo
cianciando? E' tutto molto bello, molto giusto, appassionante: riuscirà Berlusconi a uscire indenne anche dal processo
Mills? Si renderanno conto gli italiani che, a prescindere da ciò, la norma sospendi processi manderà al macero anche procedimenti contro
stupratori, rapinatori, aggressori (senza aggravanti)? E' la versione politicizzata di processo
Franzoni, o del giallo
Perugia. Alla fin fine, tv. Alla fin fine,
soap. Io non sono imputata in nessun processo, non conosco stupratori o rapinatori che lo siano, non capisco onestamente come questa norma possa rendermi un servizio. Far stare fuori un anno in più uno che ha stuprato una donna (meno di dieci anni) piuttosto che un bambino (più di dieci anni), mi farà vivere più sicura? Non credo.
Italiani, c'è questo dietro la soap: uno come voi, non immigrato, non stupratore, non proprietario di tre Tv, non a capo della vostra fazione (o di quella avversaria), non Briatore, non Gregoraci, uno normale, un italiano, uno così,
ha deciso che non aveva più speranza. Ha deciso che a 39 anni aveva dato tutto, non aveva più possibilità. Uno italiano come voi, me, noi, si è tolto la vita perchè pensava che non valesse più nulla. Perchè un'azienda non gli ha rinnovato un contratto: e a quell'età, si sa, ormai sei fuori mercato. Hai due figli, una moglie, come li guardi in faccia?
Come gli dici che non potrai provvedere ai loro bisogni? Che non potrai dargli un euro per le patatine? Che non potrai comprargli la maglietta "come gli altri", e forse, nemmeno la maglietta? Come potrai sentir parlare di famiglia e sacrifici senza sentirti mortificato, umiliato, derubato della tua utilità sociale senza aver fatto nulla per meritarlo?
Tre lettere. Ai genitori ha chiesto perdono. Alla moglie Barbara ha scritto: "In questo tipo di vita serve una forza che io non ho. Non lo dico per giustificarmi, ma perché tutti possiate perdonarmi. Ho valutato le conseguenze del mio gesto ma non ce la faccio, ho perso lavoro e dignità". L'ultima lettera, per i due figli piccoli. "Non mi giudicate e comportatevi bene. Trattate bene la mamma e conservate di me la parte buona che vi ho lasciato".
Una forza che io non ho, ha detto. Un lavoro, una
dignità. Ma noi scanniamoci sui processi. In fondo, questa mia, è demagogia no? Spicciola,
persino. Una piccola narrazione, una storiella. Si dimentica. La storia di un uomo che, senza colpa alcuna,
è stato umiliato dalla società al punto da decidere di non avere più un futuro. Aveva torto? Ragione? Non importa. L'ha pensato.
E non è il solo. Una conclusione non c'è. O meglio, non mi va di cercarla. Penso,
en passant,che un Paese che umilia i suoi pilastri è un Paese che non sta andando allo sfascio:
c'è già. Ma al dilà del
Tevere si balla, Berlusconi pensa al processo Mills, Veltroni alle rogne del Pd. Chiudo così,senza un senso vero. Vi lascio l'immagine di un
uomo impiccato, uno così, uno come voi potreste essere domani, come io potrei essere domani. Ve la lascio, perchè vi/mi odio. O perchè, al contrario, vi/mi amo.