Il premier in pectore apre un fronte polemico con l'Unione. "Andiamo avanti rispettando l'Europa ma se si mette a 'zignare' compriamo la compagnia attraverso le FS. Non è una decisione ma un avvertimento". Ma Bruxelles avverte: "Si rispettino le regole del mercato"
Il candidato risponda alla seguente domanda:
quando l'Italia riuscirà ad avvicinarsi lontanamente ad un alone di civiltà come nel resto dell'Europa?
(nda: attraverso le fs? Oh! Così finalmente facciamo fallire anche loro, che sono mesi e mesi che navigano nel pantano, damoje 'sto colpo de grazia!)
«Noi dobbiamo fare una campagna elettorale e si deve vincere. L'editore Ciarrapico ha giornali importanti a noi non ostili ed è assolutamente importante che questi giornali continuino ad esserlo, visto che tutti i grandi giornali stanno dall'altra parte». Così il leader del Pdl Silvio Berlusconi spiega il senso della candidatura di Giuseppe Ciarrapico.
Berlusconi certe volte dice delle cose di un'ingenuità disarmante. Ad esempio quando candidamente ammise di essersi preso Mastella (a proposito, non accettiamo resi, soddisfatti o rimborsati 'n par de palle!) solo perchè aveva fatto cadere il governo Prodi (alla faccia delle idee politiche, dei programmi, di tutte queste belle cose qui).
Oggi, ne ha detta un'altra: "Casini rinunci al simbolo, magari solo momentaneamente, faccia questo piccolo sacrificio. Questo e' il modo di dimostrare che questa non e' solo una alleanza elettorale[...]".
Ora, dico io, in che senso momentaneamente? Forse che, una volta arrivati a governare, ecco che tutti tornano come prima, alla faccia dell'unico gruppo parlamentare, unico partito, etc etc? Bella presa per il culo!
Viceversa, potrebbe essere una ragnaleta per pier (come dice mammà): entra convinto di potersi riprendere il simbolo e poi scopre di essere stato truffato peggio 'che i vecchietti con Wanna Marchi.
A netto del fatto che gli universitari italiani sono milioni, duecentomila ragazzi in una piazza formano quella che in linguaggio politico si chiama "minoranza organizzata", mentre in linguaggio politico italiano è meglio conosciuta come "maggioranza schiacciante e sicuramente dotata dell'Unica, Vera e Incontrastata Verità(e voialtri che non ci credete, badate che la vostra anima morirà!!!)"
L'ho sempre detto io, è una questione di cultura del linguaggio. Mica altro.
Vista l'assenza dai lidi, lascio un regalo a tutti gli avventori. Una canzone a caso, ovviamente
Su Panorama di questa settimana c'è un editoriale ficcante e corposo (giuro, è la prima e l'ultima) del sempiterno Giuliano Ferrara che, chiosando una battuta del Caimano, attacca il solito pippone sulle coppie gay. Oh, in un bellissimo italiano eh, ma sempre di solito pippone trattasi.
Dice, l'elefantino, che lui capisce ma non si adegua. "A cosa?" vi vedo domandare con aria inebetita. Ma come! Alle altrui scelte, ovviamente. Lui mica s'adegua, in fondo che je frega, so' fatti degli altri. Comunque sia, vi sorprenderà, vi è un preciso ragionamento alla base di questa sofferta scelta e io ve lo riporterò. Fermi là, ormai vi tocca.
Dunque: Ferrara inizia dapprincipio. Nei tempi dei tempi, ricorda, l'amore omosessuale era amor profano, gioco e corruttela, fino alla svolta intimistica moderna di un de Saude e un Rimbaud (un "nichilismo desiderante e il disprezzo per la banale propagazione della specie"). E fin qui - pare di capire - al Giulianone la cosa stava bene. Ma - attenzione - oggi c'è questa svolta intollerabile che pretende il salto da amor profano a "diritto contrattuale reclamato". Già vi vedo scuotere il laico capo disprezzando le parole del Ferrara, ma lui, poverino, un lato buono alla cosa è addirittura riuscito a trovarlo: un "ritorno all'antico sentimento pedagogico e libertario, distinto dal peccatore e dalla sua coscienza personale. Tutto sommato un progresso" (grazie della gentile concessione). Ma, e qui casca l'elefante, è l'abbassamento della norma umoristica che no, non va bene al Nostro. "Tra un po' metteranno delle leggi che di queste cose non si può ridere, e forse nemmeno parlare, che discriminarle secondo il loro effettivo profilo di anomalie contronaturali è offensivo e perfino abbietto" dice il Ferrara, lanciandosi poi in accorata conta delle opere artistiche che all'indice omosex finirebbero (dimenticando che, fino ad oggi, simili modi di operare erano consoni ai sacri didietri che con venerazione il Nostro ora va guardando) e in un'ancora più accorata difesa della libertà di ironia e discriminazione (nel senso di "capacità di discernimento").
Ma sotto il velo di tante parole, dietro la bulimia grammaticale che colpisce il Ferrara quando vi è bisogno di dire cose scomode senza però che il lettore ne colga a fondo l'odiosità, ecco lampante la richiesta straziante del Nostro: Non gli impedite di ridere dei gay nè di discriminarli.
Sarebbe peccare contro Dio.
Un insigne ex corridore alla poltrona di segretario del PD aderisce alla moratoria ferraresca sull'aborto, in un post in cui si parla di tutto tranne che d'aborto. Non lo linko per morale mia personale, ma è abbastanza elementare capire di chi si tratta.
In velocità, soltanto qualche considerazione sparsa che mi riservo di approfondire:
1) Cosa c'entra difendere la Chiesa come istituzione? Che l'insigne s'appresti a zompare sul carro? (Oddio, non che non ci fosse già, ma ai piedi, come suo destino)
2) Dove si parla effettivamente del dilemma scientifico che accompagna la questione?
3) Come fa l'insigne ad aderire a qualcosa di cui "non conosce bene" i contenuti?
4) Qualcuno ha mai impedito all'insigne di tentare di convincere cattive puerpere a desistere dal proprio nefasto disegno criminale? Ma soprattutto, prima di oggi, ci ha mai provato, l'Insigne?
5) Ma l'insigne, che trova "splendida" la vita di molti disabili, cosa pensa di quei disabili che trovano LA LORO vita orrenda? Da quale alto pulpito l'Insigne giudica la qualità delle vite altrui pensando che il suo giudizio valga di più di chi quella vita LA VIVE DA SEMPRE?
DUBBIO AMLETICO: Che l'insigne abbia dato aria all'orifizio predisposto solo perchè gli "piace mettere le vele controvento" perché è "convinto che la Chiesa non sia fonte di ogni male ma radice tutto sommato sana di un'Italia insana per altre cause" perché è il suo "modo di chiederle perdono d'essermi fatto agnostico e manco ateo devoto, che la vita vissuta è così densa che ti aggrappa alla terra e spesso ti strappa al cielo."? E in tutto questo, caro insigne, cosa c'entra l'aborto?
Ah, brutta cosa i politicanti. Ovviamente quelli della Casta, che avete capito!